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UN'ALTRA DOMENICA SENZA L'INFUSO ACIDULO

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Multifonia

31 Gennaio 2021

Chiesero a John Cage se avrebbe preso in considerazione di dirigere le sinfonie di Beethoven.
Lui rispose di sì, certo: ma solo se gli fosse stato consentito di eseguirle tutte simultaneamente.

Ho provato a farlo io.

Almeno in piccola parte, cioè, due alla volta.

E non è male, sovrapporre due Beethoven alla volta. Due movimenti qualsiasi, due parti qualsiasi, cogli sempre bene. E quando sovrapponi due musiche è sempre tutto inaspettato, tutto si fa subito avanguardia e radical chic… e allo stesso tempo resta familiare: a tratti riconosci perfettamente le parti, che si muovono come sempre; e ogni tanto però spariscono, risucchiate nelle dinamiche dell’antagonista che prende il sopravvento. A tratti restano distinte – quello è sempre il secondo movimento della Quarta, quell’altro è sempre il finale dell’Ottava – ma a tratti sembrano davvero dare forma a un’unica opera nuova, avvolgente, e irripetibile: infatti si sta distruggendo mentre la ascolti, dato che non ti capiterà mai più di sovrapporre quelle stesse musiche in quella stessa esatta sovrapposizione.

Come se in un concerto, la prossima sinfonia in programma avesse deciso che era stufa di aspettare e fosse partita così, per dispetto e senza senso, entrando a gamba tesa nel bel mezzo dell’altra. O come se un’intera altra orchestra avesse fatto irruzione in teatro, e sfidato spudoratamente quella che stava suonando. Con il mio cervello al centro che si sforza di seguirle entrambe.

Poi non è obbligatorio che sia Beethoven, funziona anche con Sfera Ebbasta. Qualsiasi cosa, in multifonia, sembra un capolavoro di musica contemporanea.

Buona domenica.

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