Italians Don't Drink Coffee

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UN'ALTRA DOMENICA SENZA L'INFUSO ACIDULO

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Pagine Cancellate

30 Maggio 2021

Qualche mese fa avevo contribuito a scrivere la voce italiana di wikipedia sulla Cancel culture, e comunque era ancora molto poco. E mi dicevo che strano, come mai non ne parla nessuno, prima o poi troveranno pure un mostro da sbattere in prima pagina. Poi voilà, da marzo a oggi se ne sono occupati praticamente tutti da Gramellini a Zerocalcare, da chi ci ha spiegato che viviamo nella dittatura del politicamente corretto a chi ha rassicurato che sono tutte fake news e la cancel culture non esiste.

Se non siete abbastanza vecchissimi da ricordare la versione originale di Penso Positivo, forse non avete notato che quando Fulminacci l’ha eseguita quest’anno a Sanremo, nella serata delle cover, ha tagliato quella famosa parte.

Sì, quella sull’unica grande chiesa che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa. E che per il Jovanotti del 1993 comprendeva Malcolm X, Gandhi, San Patrignano e l’anonimo “prete di periferia” che andava avanti “nonostante il Vaticano”.

Una lista che aveva suscitato parecchie perplessità già all’epoca, figuriamoci 30 anni dopo. Non certo per Gandhi e Madre Teresa, ovviamente. Non tanto per Che Guevara e Malcolm X, due icone così sbiadite da essere ormai incapaci perfino di suscitare polemiche. Ma certamente per il Vaticano – di cui nessuno sano di mente oggi si sognerebbe di sparlare durante un evento televisivo di questo calibro – e soprattutto, per San Patrignano.

All’epoca, ricordo bene che Vincenzo Muccioli bisognava odiarlo. Non dico criticarlo, o contestare i suoi metodi, o arrestarlo per non avere rispettato le leggi italiane. Non era un fatto di opinioni, ma di emozione. E d’altra parte c’era anche chi lo amava, ma era del resto tutta gente che stava dalla parte sbagliata, c’erano quelli del PSI, c’era la famiglia Moratti, c’erano più in generale i proibizionisti e quindi LA BORGHESIA! L’IPOCRISIA! IL MALE!!

La cosa incredibile di questa vicenda è che a 30 anni di distanza, l’alone intorno a Sanpa sia rimasto lo stesso, perfino dopo la serie di Netflix che sicuramente dava del fenomeno una lettura molto più laica e distaccata. Perfino paradossale che all’epoca Jovanotti comunque ci passasse in radio con quella frase, mentre oggi un artista che potrebbe essere il suo bisnipote non se la senta di fare altrettanto. Fulminacci se l’è peraltro cavata alla grande, sostituendo la lista incriminata con l’intervento surreale di Valerio Lundini.

Anche questa nel suo piccolo è cancel culture, e certamente esiste, e non è neanche detto che sia così male. Anche se io preferirei sempre lasciare intatte le testimonianze del passato, per vedere come pensava la gente a quell’epoca; senza poi toglierci il diritto di commentare, magari, che Jovanotti non capiva niente. Altrimenti è un po’ come riscrivere la storia a nostro comodo, no?

Buona domenica.

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