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UN'ALTRA DOMENICA SENZA L'INFUSO ACIDULO

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Dizionario degli dei marini

20 Giugno 2021

In mare ci sono molti pesci, certo, ma anche moltissimi spiriti. Difficile tenerne il conto. Nella mitologia hindu ci sono i Makara, per esempio (evocati in questo oscuro disco da Olec Mun e Michael Sarian). In astrologia corrisponderebbero al segno del capricorno; ma per chi non si intende di oroscopi né di religione induista, si può partire da un luogo più familiare: ed eccoci nel centro di Bologna, sulla cui piazza spunta la statua del dio marino latino. L’equivalente greco si chiama Poseidone, e su wikipedia c’è tutta la sua storia con tanto di albero genealogico. Nell’Antico Testamento non abbiamo ovviamente divinità marine propriamente dette, in compenso c’è la balena dentro cui visse il profeta Giona: ancora oggi ben radicata nella tradizione occidentale (anche evocata esplicitamente) ma soprattutto è la madre di tutti i mostri del mare che popolano il nostro immaginario. Nell’Antico Testamento c’è il Leviatano, il mostruoso serpente marino che diventa poi metafora politica con il filosofo Hobbes. Ecco il Pinocchio di Collodi con il Pescecane subaffittato da Geppetto, nel momento più buio della storia che però ne anticipa il lieto fine; ed ecco Moby Dick – l’animale più fantastico e mistico di tutti – che diventa anche questo metafora politica, dando il soprannome al principale partito italiano del dopoguerra. Di metafore sono sempre prodighi, gli dei e i mostri del mare. Ecco il Big Fish di Tim Burton, metafora del talento umano di creare le storie che si autoavverano; ecco il Re Tritone con la figlia Ariel e tutte le creature sottomarine della Sirenetta, anzi: ecco TUTTE le sirene, da Odisseo a Francesco De Gregori e oltre. Infatti c’è anche il loro (credo) equivalente nordico, le “ondine” – “nicker” in tedesco – particolarmente malefiche, che compaiono anche all’inizio nell’Oro del Reno di Wagner. Invece dalla Magna Grecia, ecco Scilla e Cariddi. Ecco poi Jules Verne che racconta i calamari giganti e tanti altri Ventimila leghe sotto i mari, e poi ancora l’ittiosauro nel Viaggio al centro della terra. E a un certo punto la letteratura si collega con la scienza, quando iniziamo a parlare dei rettili marini preistorici. Per non parlare di tutta la branca della criptozoologia marina con i suoi mostri di Loch Ness, e più in generale tutti i globster (detti anche “blob”, come il programma di Ghezzi e dunque metafora del mostro-televisione) che ogni tanto si spiaggiano da qualche parte del globo. 

E chissà quante creature divine, o diaboliche, vivono sotto il livello dell’acqua. 

Buona domenica. 

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