Italians Don't Drink Coffee

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UN'ALTRA DOMENICA SENZA L'INFUSO ACIDULO

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Robots Don’t Drink Coffee

4 Settembre 2021

Mi ricordo benissimo la sera in cui Gianni fece una cena con tutta la compagnia teatrale per salutarci prima di tornare in Sicilia. Me lo ricordo soprattutto perché quella sera ci insegnò – o forse sarebbe meglio dire, ci rivelò – il trucco per mandare i messaggi vocali senza tenere il dito premuto. Perché fino ad allora io ero convinto che non servissero a nulla, i messaggi vocali: tanto era roba di pochi secondi, a quel punto tanto valeva scrivere. E però adesso le cose cambiavano, spalancando nuove possibilità, come subito quell’estate dimostrò Tommaso Paradiso mandandone uno di dieci minuti a Matilda De Angelis (tutto merito del nostro Gianni, peraltro). 

Ad essere sincero non avrei comunque scommesso sul successo di questo formato, perché sono sempre stato convinto che a molte persone la propria voce non piaccia. Evidentemente mi sbagliavo. Il fatto è che io da giovane avevo proprio vergogna, della mia voce; ed era tremendo perché volevo comunicare con la mia voce, avrei sognato di essere un dj, un rapper, un politico, un conferenziere, qualsiasi cosa pur di parlare a un pubblico. Ma come potevo farlo, se ogni inflessione della mia voce a riascoltarla era così insopportabilmente fastidiosa? 

E poi ho scoperto i corsi di teatro. Meglio di una terapia. Poi oh, magari non sono stati quelli a fare il miracolo, fatto sta che piano piano quella vergogna si è trasformata nell’opposto, è diventata il piacere di ascoltarmi mentre recitavo. E alla fine parlare in pubblico, fosse anche solo agli studenti durante le lezioni, ha alimentato fin troppo il mio narcisismo negli ultimi anni prepandemici. E inevitabilmente, adesso penso anche che la dimensione più adeguata per la qui presente newsletter sarebbe proprio quella della lettura ad alta voce; perché in effetti è così che la immagino quando scrivo. 

Quindi ho provato e… niente, non funziona. Fa schifo. Forse perché la voce umana è davvero uno strumento troppo personale per recitare cose personali: va bene se reciti una parte, o se ti mantieni nei binari di un ruolo professionale, ma se la usi per i tuoi sproloqui diventa troppo! Sarebbe davvero come farsi vedere nudi davanti al primo che passa, e va bene il narcisismo ma a tutto c’è un limite. Allora ho avuto un’altra idea: proviamo con l’intelligenza artificiale, ho detto. 

Quindi ho scoperto l’ennesimo giocattolino online, questo, e l’ho imboccato con TUTTE le newsletter di Italians Don’t Drink Coffee dall’anno scorso a oggi. Il risultato è assurdo esattamente come ci si può immaginare sia un robot che recita una newsletter: anzi, a me piace immaginarmelo con le sembianze di un gatto parlante. Molto weird. Mi piace

Buona domenica 

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