Italians Don't Drink Coffee

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UN'ALTRA DOMENICA SENZA L'INFUSO ACIDULO

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Great balls of Wagner

11 Settembre 2021

Se avete intenzione di ascoltare le 28 ore dell’audiolibro di Alex Ross su Wagner, beh, in questo caso la newsletter di oggi per voi finisce qui perché sto per rivelare il finale. Buona domenica. 

Per gli altri, ecco lo spoiler: si parla della famosa scena di Apocalypse Now, quella con il bombardamento degli elicotteri e la colonna sonora della Cavalcata delle Valchirie. Bene, questa trovata geniale non fu solo il frutto dalla fantasia di Francis Ford Coppola: gli americani davvero usavano sparare musica dagli elicotteri (insieme al napalm) per terrorizzare i vietnamiti, solo che non era Wagner, ma più genericamente pezzi rock’n’roll degli anni Cinquanta e Sessanta: la realtà sembrerebbe dunque più un film di Tarantino, semmai, ma in entrambi i casi si parla di musica che può uccidere. 

Ma fino a che punto, può uccidere? Proprio questo aneddoto serve all’autore per affrontare infine l’eterna domanda: quanto di nazista c’è in Wagner? Ha ragione chi dice che senza di lui non ci sarebbe stato Hitler, o addirittura che eseguirlo o ascoltarlo ne possa suggerire una qualche legittimazione?  

L’autore suggerisce questa ipotesi: che Wagner stia al nazismo del Terzo Reich come il rock’n’roll alla politica americana del dopoguerra (comprese le sue derive imperialistiche, come appunto il Vietnam); e certo non è che possiamo accollare a Jerry Lee Lewis le responsabilità del colonnello Bill Kilgore e di tutti i personaggi reali che lo hanno ispirato. Sia Wagner che il rock’n’roll dimostrano questa sconvolgente forza profetica che può avere l’arte rispetto ai fenomeni storici: che poi li legittimi o meno, è una questione che nemmeno dopo le 28 ore del libro viene chiusa. Aspetterò il sequel per potervi spoilerare anche quello. 

Buona domenica. 

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